Terapia classica con ormone tiroideo

la terapia sostitutiva dell ipotiroidismo e soppressiva per i noduli tiroidei si avvale dell uso di ormone tiroideo da assumersi al mattino a digiuno circa 30 minuti prima della colazione e non assumendo a colazione fibre o alimenti integrali. Questo perché la terapia classica con compresse prevede una fase di scioglimento gastrico del farmaco ed una successiva fase di assorbimento nell'intestino.  

Recentemente abbiamo a disposizione nuove terapia quali quelle in gocce ( va sotto ) o in flaconcini orali monodose che permettono una calibrazione più accurata e soprattutto una terapia personalizzata secondo le reali necessità del paziente. Queste nuove formulazione non avendo necessità di sciogliersi nello stomaco sono subito assorbite direttamente nell intestino per cui il paziente le assume sempre la mattina a digiuno ma NON deve più aspettare mezz'ora prima di fare colazione,  può mangiare ciò che preferisce ed anche eventuali farmaci , quali quelli per lo stomaco, che utilizzando la terapia classica devono essere assunti 3 ore dopo, possono con queste nuove formulazioni essere assunti anche contemporaneamente.  Questo a tutto vantaggio di una terapia ad hoc,  personalizzata con evidenti benefici anche sulla qualità di vita dei pazienti.

 

GOCCE di L TIROXINA

Recentemente sono comparse sul mercato formulazioni a base di tiroxina liquida in gocce.

E' assolutamente sicura, è bioequivalente (vedi sotto) e comporta una più agevole gestione della terapia medica dell'ipotiroidismo: si può assumere tranquillamente la mattina NON dovendo aspettare 30 minuti prima di fare colazione.

Un prodotto medicinale può essere considerato equivalente terapeutico di un altro prodotto medicinale se contiene lo stesso principio attivo e, clinicamente, mostra la stessa efficacia e la stessa sicurezza di quel prodotto medicinale, di cui efficacia e sicurezza sono già note.

Una nuova formulazione di L tiroxina è quella in gocce. Questa nuova formulazione, nata per chi ha problemi di deglutizione o per i bambini consente una perfetta calibrazione della quantità di principio attivo in funzione delle esigenze terapeutiche proprie di ogni singolo paziente.

 

Altre formulazioni di L Tiroxina

Recentemente è comparsa sul mercato un nuova formulazione di L tiroxina come fiale monodose da utilizzare sublinguali (è in fase di pubblicazione un importante lavoro scientifico). Questa nuova formulazione diversa dalla “storica” compressa o dalle gocce è una valida alternativa alle precedenti e rappresenta il presente/ futuro della terapia sostitutiva dell'ipotiroidismo.

E' assolutamente sicura, è bioequivalente ( vd sotto ) e comporta una più agevole gestione della terapia medica dell'ipotiroidismo: si può assumere tranquillamente la mattina NON dovendo aspettare 30 minuti prima di fare colazione.

Un prodotto medicinale può essere considerato equivalente terapeutico di un altro prodotto medicinale se contiene lo stesso principio attivo e, clinicamente, mostra la stessa efficacia e la stessa sicurezza di quel prodotto medicinale, di cui efficacia e sicurezza sono già note.

 

Curiosità storiche:

  • La tiroide come entita’ anatomica  viene individuata nel Rinascimento, dai grandi anatomisti  (Leonardo da Vinci, Andrea Vesalius).
  • Il termine “tiroide”  è stato introdotto per la prima volta nel ‘600 e  viene dal greco “scudo”, perché la cartilagine laringea davanti alla quale si colloca la tiroide ha la forma di uno scudo.
  • 1813: Courtois, Clément e Desormes descrivono la scoperta dello IODIO (dal greco “colorato di viola”), come vapore violetto ottenuto dal trattamento di ceneri di alghe; tale gas veniva poi condensato in cristalli.
  • La tiroxina è stata isolata nel 1914 (C. Kendall)

 

  • Matteo Cantile intervista il dott. Alessandro Marugo - Ottobre 2017

    la Liguria è sul mare: abbiamo comunque bisogno di Iodio

    Youtube Video

  • associazione tra problemi tiroidei e mammari

    Tiroide e seno

    Prof. Dott. Alessandro Marugo

    Recentemente stanno emergendo sempre più lavori scientifici che documentano un’associazione tra problemi tiroidei e mammari.
    In particolare sono stati presentati importanti risultati dal National Cancer Institute americano in occasione del meeting annuale dell’Endocrine Society, la più prestigiosa associazione di endocrinologi al mondo. L’insieme dei dati clinici di pazienti studiate dal 1973 al 2011 (oltre 700 mila donne) suggerisce che le donne affette da carcinoma mammario presentano un rischio di sviluppare carcinoma tiroideo nel 16% contro lo 0,33 della popolazione generale, soprattutto nell’età 40-60 anni con varianti anche più aggressive di CA tiroideo rispetto alle varianti più classiche (papillare e follicolare). Le motivazioni di questa maggiore predisposizione sono da ricercarsi nella radioterapia che molto spesso segue un trattamento chirurgico per carcinoma mammario, la maggiore sorveglianza oncologica a cui sono logicamente sottoposte Pazienti con carcinoma mammario e da un punto di vista strettamente endocrinologico la presenza di recettori per gli ormoni femminili in entrambe le ghiandole.

    continua a leggere su: http://www.stefanospinaci.com/tiroide-e-seno/

    http://www.alessandromarugo.com/index.php/it/patologie/tiroide/tiroide-e-seno

     

…poco sale, ma iodato!


uno slogan classico della Giornata Mondiale della Tiroide.

 

 

    

 

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