Alimentazione e tiroide

Da molteplici studi si è osservato che esiste un correlazione tra dieta e tiroide. La normale alimentazione spesso può non fornire la concentrazione corretta di vari oligoelementi la cui carenza predispone lo sviluppo di malattie tiroidee.

Così come  carenza iodica ( vd carenza iodica ) deve essere compensata con l'uso del sale iodato (un pizzico di sale ma iodato è lo slogan della giornata mondiale della tiroide) questo deve avvenire anche per la  carenza di selenio.

Si è visto infatti da un recente studio pubblicato su “Nature Reviews in Endocrinology“ che questo oligoelemento ha innumerevoli benefici per la salute ed è in grado di influenzare l'attività dei tireociti ( cellule tiroidee ) e di conseguenza la loro capacità di produrre ormoni tiroidei ; questo perchè il selenio è un componente indispensabile nella produzione degli stessi ormoni tiroidei.

Le fonti naturali di selenio sono pesci , molluschi, latticini, formaggi, frutta e verdura ma spesso la quantità ingerita e realmente assimilata dal nostro organismo può non essere sufficiente e se questo può non comportare nessun problema nelle persone sane gioca invece un ruolo importante nelle persone affette da malattie tiroidee in particolar modo in chi è affetto da infiammazioni tiroidee di natura autoimmune come nella tiroidite di Hashimoto .Inoltre la carenza di selenio è correlata con il rischio di sviluppare gozzo e noduli sopratutto nelle donne europee.

Si è visto infatti da vari studi clinici che il selenio abbia un ruolo chiave nel migliorare le capacità di difesa “ ossidativa “ di tutto l'organismo  ed in particolare modo della tiroide.

Quella sotto rappresentata è la piramide alimentare con i nostri consigli su quante volte assumere alimenti la settimana. Questi consigli valgono per la popolazione generale ma in particolari condizioni quali l'ipertiroidismo o l'ipotiroidismo suggeriamo le variazione che troverete sotto.


Lipertiroidismo si verifica quando la ghiandola tiroidea è molto stimolata e produce più ormoni tiroidei di quelli di cui avrebbe bisogno il nostro corpo. Questo eccesso, a parte i sintomi classici già descritti,  può provocare nel corpo uno stato di catabolismo e, di conseguenza, perdita di peso e di massa muscolare. In questo caso vi raccomandiamo di seguire una dieta molto equilibrata e allo stesso tempo con un alto contenuto energetico.

Latticini (yogurt, formaggio e latte)

  • Usate il latteo lo yogurt liquido come bibita, anche nei piatti cotti se possibile.
  • Arricchite lo yogurt con del latte condensato e il latte con del latte in polvere intero; potete usare questo latte per preparare frullati, dolci, zuppe, puré o berlo con i cereali.
  • Aggiungete dei pezzi di formaggio nelle insalate.

Proteine (pesce, carne e uova)

  • Sminuzzate dell’uovo sodo e aggiungetelo nelle insalate, nelle zuppe o nelle verdure. Fate lo stesso con carne e pesce (EVITARE SALE IODATO e PESCE AZZURRO !!!!)
  • Usate dell’uovo sbattuto per arricchire purè, zuppe, creme, salse o frullati di latte.
  • Farcite le frittate o altri alimenti con carne macinata o pesce a pezzetti.

Zucchero, pane, miele e biscotti

  • Mangiate biscotti e pane a colazione; è consigliabile consumarli anche durante gli spuntini o le merende.
  • Aggiungete dei crostini nelle zuppe e nelle vellutate.

Frutta secca

  • Sminuzzatela e aggiungetela nelle salse, negli stufati o in alcune insalate.

Raccomandazioni per la dieta in caso di ipotiroidismo

E ora vediamo l’altra faccia della medaglia: stiamo parlando dell’ipotiroidismo, che si verifica quando c’è una diminuzione degli ormoni tiroidei da parte della ghiandola tiroide. L’ipotiroidismo in molti casi ha un quadro sintomatico caratterizzato da fatica, stanchezza, perdita dei capelli e sonnolenza; inoltre, anche se non c’è una relazione diretta, tende a verificarsi un aumento di peso. Questi casi sono un po’ più complessi e devono essere monitorati dal medico endocrinologo; tuttavia, la dieta può aiutarvi e deve essere equilibrata e molto varia. Come si vede nelle immagino sottostanti la tiroide normale ( Figura 1 ) , presenta quando abbiamo una condizione di ipotiroidismo anche una riduzione di volume ( Figura 2 ) in quanto la causa che  determina la  riduzione di produzione di ormoni tiroidei, porta spesso anche ad una riduzione del volume tiroideo stesso.

Quando parliamo di dieta varia, ci riferiamo al fatto che ogni giorno dovete mangiare alimenti che appartengano a tutti i gruppi: latticini, verdure crude e cotte, frutta, alimenti proteici, cereali e fecole.

Evitate gli alimenti ricchi di grassi, zuccheri e calorie

  • Insaccati e carni molto grasse.
  • Margarina, burro e strutto.
  • Zucchero, sia bianco che di di canna, caramello e derivati.
  • Bibite alcoliche o molto zuccherate.
  • Fate dai 4 ai 5 pasti al giorno, poco abbondanti, ed evitate in tutti i modi di mangiare tra i pasti; evitate anche di saltare uno dei pasti principali.
  • Aumentate la vostra attività fisica quotidiana. Camminate, evitate gli ascensori e le scale mobili. Fate percorsi lunghi a piedi.
  • Potenziate l’assunzione di alimenti ricchi di fibra, come la carne magra, il latte parzialmente scremato, la verdura cruda e cotta e la frutta, tra gli altri. 

Raccomandazioni

  • Fate dai 4 ai 5 pasti al giorno, poco abbondanti, ed evitate in tutti i modi di mangiare tra i pasti; evitate anche di saltare uno dei pasti principali.
  • Aumentate la vostra attività fisica quotidiana. Camminate, evitate gli ascensori e le scale mobili. Fate percorsi lunghi a piedi.
  • Potenziate l’assunzione di alimenti ricchi di fibra, come la carne magra, il latte parzialmente scremato, la verdura cruda e cotta e la frutta, tra gli altri. 

 

Curiosità storiche:

  • La tiroide come entita’ anatomica  viene individuata nel Rinascimento, dai grandi anatomisti  (Leonardo da Vinci, Andrea Vesalius).
  • Il termine “tiroide”  è stato introdotto per la prima volta nel ‘600 e  viene dal greco “scudo”, perché la cartilagine laringea davanti alla quale si colloca la tiroide ha la forma di uno scudo.
  • 1813: Courtois, Clément e Desormes descrivono la scoperta dello IODIO (dal greco “colorato di viola”), come vapore violetto ottenuto dal trattamento di ceneri di alghe; tale gas veniva poi condensato in cristalli.
  • La tiroxina è stata isolata nel 1914 (C. Kendall)

 

  • Matteo Cantile intervista il dott. Alessandro Marugo - Ottobre 2017

    la Liguria è sul mare: abbiamo comunque bisogno di Iodio

    Youtube Video

  • associazione tra problemi tiroidei e mammari

    Tiroide e seno

    Prof. Dott. Alessandro Marugo

    Recentemente stanno emergendo sempre più lavori scientifici che documentano un’associazione tra problemi tiroidei e mammari.
    In particolare sono stati presentati importanti risultati dal National Cancer Institute americano in occasione del meeting annuale dell’Endocrine Society, la più prestigiosa associazione di endocrinologi al mondo. L’insieme dei dati clinici di pazienti studiate dal 1973 al 2011 (oltre 700 mila donne) suggerisce che le donne affette da carcinoma mammario presentano un rischio di sviluppare carcinoma tiroideo nel 16% contro lo 0,33 della popolazione generale, soprattutto nell’età 40-60 anni con varianti anche più aggressive di CA tiroideo rispetto alle varianti più classiche (papillare e follicolare). Le motivazioni di questa maggiore predisposizione sono da ricercarsi nella radioterapia che molto spesso segue un trattamento chirurgico per carcinoma mammario, la maggiore sorveglianza oncologica a cui sono logicamente sottoposte Pazienti con carcinoma mammario e da un punto di vista strettamente endocrinologico la presenza di recettori per gli ormoni femminili in entrambe le ghiandole.

    continua a leggere su: http://www.stefanospinaci.com/tiroide-e-seno/

    http://www.alessandromarugo.com/index.php/it/patologie/tiroide/tiroide-e-seno

     

…poco sale, ma iodato!


uno slogan classico della Giornata Mondiale della Tiroide.

 

 

    

 

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