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Matteo Cantile intervista il dott. Alessandro Marugo - Ottobre 2017

la Liguria è sul mare: abbiamo comunque bisogno di Iodio

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Letto 202 volte Ultima modifica il Mercoledì, 18 Ottobre 2017 09:52

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  • Elastografia tiroidea

    Elastosonografia tiroidea real time

    L' elastografia tiroidea è una nuova tecnica ecografica che permette di fornire informazioni importanti rispetto alla struttura della  ghiandola tiroidea o dei suoi eventuali noduli. Il principio di funzionamento è quello della distorsione ecografica che tessuti o noduli duri e quindi più sospetti di neoplasia presentano rispetto a noduli meno duri e quindi meno sospetti.

    Il primo passo nella valutazione della tiroide consiste sempre nella sua palpazione manuale compreso le regioni laterali del collo. Si passa poi all'ecografia della tiroide o dei noduli tiroidei  con Color e Power Doppler che deve fornire indicazioni importanti rispetto all'imaging ghiandolare o all'aspetto che i noduli hanno all'ecografia della tiroide . I noduli sospetti sono ipoecogeni, a margini sfumati, ipervascolarizzati anche al loro interno , con presenza di microcalcificazioni…...( vedi Noduli tiroidei ) . Questo nuova metodica utilizzata in tutti i centri di eccellenza delle malattie tiroidee , fornisce all'endocrinologo ulteriori utili informazioni e la sua utilità è confermata da innumerevoli studi clinici, tale da essere annoverata nelle recentissime  LINEE GUIDA AACE/AME per la classificazione dei noduli tiroidei ed influenzarne quindi i successivi accertamenti futuri  . Studi ancora più recenti hanno indicato come l’elastosonografia possa essere utile anche nel predire la presenza di tumore in quei noduli tiroidei che, sottoposti ad agoaspirato, hanno ancora una diagnosi citologica incerta (TIR 1 o TIR 3) che non consente di affermare o di escludere con assoluta sicurezza la natura sospetta del nodulo, permettendo, a volte ,di non dover ripetere l'agoaspirato tiroideo, almeno nell immediato.

    L'elastosonografia tiroidea viene da qualche anno utilizzata nella  diagnostica della patologia nodulare tiroidea anche se non è ancora eseguita capillarmente in quanto non tutti gli ecografi hanno in dotazione questo software. 


    L'esame  viene eseguito mentre si esegue l'ecografia tiroidea e fornisce una immagine a colori della ghiandola e/o dei suoi noduli che l'endocrinologo poi esamina.   

    I colori utilizzati sono solitamente variabili dal rosso/verde per i tessuti dotati di una maggior deformabilità (noduli soffici) al blu per quelli con minima o nulla distorsione (noduli duri ed anelastici).

    Al fine di valutare la durezza dei noduli, il risultato elastosonografico di ciascun nodulo viene confrontato con quello del tessuto tiroideo circostante ed in base a questo viene attribuito un valore numerico di durezza o di elasticità, Elasticity Score, ES).

    La classificazione fino ad ora  più utilizzata era quella in 4 classi di durezza  che prevede che: ai noduli che presentano elasticità in tutta l’area esaminata (nodulo omogeneamente verde) si attribuisca un ES 1; ai noduli che presentano elasticità nella maggior parte dell’area esaminata (nodulo prevalentemente verde) si attribuisca un ES 2; ai noduli che presentano durezza nella maggior parte dell’area esaminata (nodulo prevalentemente blu) si attribuisca un ES 3; ai noduli completamente anelastici (nodulo omogeneamente blu) si attribuisca un ES 4.

    Questo di tipo di elastografia si chiama “Qualitativa” e rappresenta una buona base di partenza. In passato era considerata una metodica lunga da eseguire in quanto le immagini venivano archiviate ed elaborate successivamente ed era molto “ operatore dipendente “ . Gli ecografi più moderni però permettono di eseguire una elastografia sia qualitativa che semi o Quantitativa e sopratutto Real time (SHEAR WAVE ) . Questa metodica di recente introduzione rispetto all'elastografia “classica “ ( Strain ) si basa sul principio che l'impulso focalizzato genera a sua volta delle onde di pressione a propagazione trasversale che sono in grado di deformare i tessuti . La risultante è che la macchina analizza essa stessa la durezza dei tessuti riducendo la soggettività interpretativa della vecchia metodica che era molto operatore dipendente. La metodica è molto semplice : mentre il paziente è normalmente sdraiato sul lettino  come accennato in precedenza , dopo essere stato sottoposto ad ecografia tiroidea con valutazione Color Doppler della ghiandola tiroidea e dei noduli eventualmente presenti  viene di seguito eseguita l'elastografia con risultati immediati . Questo permette di creare una vera e propria “carta d'identità “ della ghiandola tiroide e dei suoi eventuali noduli in brevissimo tempo.

    Nuova classificazione AACE/AME 2016 noduli tiroidei all'ecografia ed elastografia

    Classe 1 : basso rischio (rischio malignità 1%)

     nodulo cistico non associato a sospetti  ecografici o noduli solidi isoecogeni

     spongiformi o con alone periferico regolare

    Classe 2 :rischio intermedio (rischio malignità 5-15 %) noduli ipoecogeni , o isoecogeni a seconda della forma da ovoidale a rotonda , a vascolarizzazione anche intranodulare , elevata durezza alla elastografia , microcalcificazioni

    Classe 3 : alto rischio (rischio malignità 50-90 %) molto ipoecogeni, aspetto dei margini del nodulo, microcalcificazioni, aspetto “tall than wide shape“, a crescita extratiroidea o con presenza di linfonodi sospetti.

  • Tiroide e Seno

     Tiroide e Seno

    Recentemente stanno emergendo sempre più lavori scientifici che documentano una associazione tra problemi tiroidei e mammari. In particolare sono stati presentati importanti risultati dal National Cancer Institute americano in occasione del meeting annuale di Endocrine Society, la più prestigiosa associazione di endocrinologi al mondo. L'insieme dei dati clinici di pazienti studiate dal 1973 al 2011 ( oltre 700 mila donne ) suggerisce che le donne affette da carcinoma mammario presentano un rischio di sviluppare carcinoma tiroideo nel 16% contro lo 0,33 della popolazione generale, sopratutto nell'età 40-60 anni con varianti anche più aggressive di CA tiroideo rispetto alle varianti più classiche (papillare e follicolare). Le motivazioni di questa maggiore predisposizione sono da ricercarsi nella radioterapia che molto spesso segue un trattamento chirurgico per carcinoma mammario, la maggiore sorveglianza oncologica a cui sono logicamente sottoposte Pazienti con carcinoma mammario e da un punto di vista strettamente endocrinologico la presenza di recettori per gli ormoni femminili in entrambe le ghiandole.

    Data la bassa aggressività , almeno nelle forme classiche , del tumore tiroideo è possibile che questo sia stato diagnosticato successivamente a quello mammario in quanto il primo presenta una storia clinica più lunga. Sono attualmente in studio correlazioni con l'autoimmunità tiroidea (Tiroidite di Hashimoto) e l'associazione tumore mammario-tiroideo. 

     

    Dato che il carcinoma tiroideo colpisce donne sempre più giovani e fortunatamente con lesioni meno aggressive e dato che il carcinoma mammario rappresenta il tumore più frequente del sesso femminile e quello tiroideo occupa il secondo posto nell'età 0-49 anni e il quarto posto nella classifica di frequenza sarebbe probabilmente utile uno screening ecografico tiroideo delle pazienti con neoplasia mammaria, specie quelle sottoposte a radioterapia esterna, indipendentemente dai riscontri incidentali  di tireopatie nodulari nel corso del follow-up oncologico mammario.

    SI VEDA ANCHE: http://www.stefanospinaci.com/tiroide-e-seno/

     

    Fonti bibliografiche  :

    Hong Kuo J, et al. Increased incidence of thyroid cancer among breast cancer survivors: an analysis of the SEER 9-database. The Endocrine Society Annual Meeting 2015: abstract THR-044-059.

    2. http://seer.cancer.gov.

    3. Associazione Italiana Oncologia Medica (AIOM) e Associazione Italiana Registri Tumori (AIRTUM). Report 2014.

    4. Oeffinger KC, et al. Solid tumor second primary neoplasms: who is at risk, what can we do? Semin Oncol 2013, 40: 676-89.

  • La Tiroide Ghiandola della Vita

    La Tiroide Ghiandola della Vita :

    Questa frase riassume in se il significato di tutti I nostri sforzi attraverso l'opera di informazione e prevenzione alla popolazione che da tanti anni stiamo attuando verso i cittadini. La tiroide infatti è deputata a produrre gli ormoni tiroidei che sono fondamentali per regolare ogni fase della nostra esistenza, dal concepimento all'età avanzata e regolare le delicate fasi dell'accrescimento, della maturazione sessuale, la nostra crescita ed il nostro benessere in senso più ampio.

    Alterazioni tiroidee sia in caso di eccessiva produzione di ormoni tiroidei , ipertiroidismo, che in caso di ridotta produzione, l'ipotiroidismo appunto, possono influenzare in maniera molto seria tutte le fasi della nostra vita.

    Le sintesi proteiche (muscoli ed ossa), la riduzione dei livelli di colesterolo, l’accellerazione del battito cardiaco e della frequenza respiratoria,l’aumento della capacita’contrattile del muscolo cardiaco,la riduzione della pressione diastolica, l’attivazione della concentrazione e della memoria, un buon livello di energia mattutina, un sonno restauratore, lo svuotamento dell’intestino, la ricrescita dei capelli, la riduzione della massa grassa, un’efficiente difesa contro le infezioni, l’elasticita’della pelle, sono tutti aspetti di un’ottimale attivita’della ghiandola tiroidea.I sintomi delle malattie tiroidee almeno nelle prime fasi di malattia ,sono spesso molto sfumati, sopratutto quando la tiroide funziona poco , ossia in caso di ipotiroidismo ( vedi Ipotiroidismo- Effetti metabolici ) e molto spesso addirittura assenti in caso di tiroiditi autoimmuni, la “famosa”, tiroidite di Hashimoto ; poi con il progredire della patologia tiroidea, quando i sintomi iniziano ed essere più importanti  spesso si pensa ad un malfunzionamento tiroideo e quindi si eseguono gli esami ormonali tiroidei e l'ecografia della ghiandola. In questo periodo di transizione , spesso fino alla diagnosi vera e propria di patologia tiroidea,  il paziente si abitua lentamente a stare male senza accorgesene ,con sintomi sfumati che però compromettono la qualità della vita (astenia, faticabilità, aumento di peso, alterazioni mestruali....) e che se avvengono invece durante il periodo gestazionale possono portare ad abortività e problemi fetali (vedi: Tiroide e gravidanza) .

     Di qui l'importanza della prevenzione per poter diagnosticare in tempo malattie che altrimenti , con una diagnosi tardiva , possono compromettere il benessere psicofisico di tutti noi potendo predisporre anche  ad altre malattie non tiroidee ( Diabete, infertilità, dislipidemie...) che con una diagnosi precoce si possono evitare. Questo controllo della funzionalità tiroidea deve essere eseguito, e basta un semplice esame del sangue, quando sono logicamente presenti i suddetti sintomi (vedi: Ipotiroidismo e Ipertiroidismo)ma per prevenzione va eseguito nei familiari di chi è affetto da una patologia tiroidea in quanto queste affezioni presentano una rilevante familiarità. (vedi sotto: Relazione conclusiva

     

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Curiosità storiche:

  • La tiroide come entita’ anatomica  viene individuata nel Rinascimento, dai grandi anatomisti  (Leonardo da Vinci, Andrea Vesalius).
  • Il termine “tiroide”  è stato introdotto per la prima volta nel ‘600 e  viene dal greco “scudo”, perché la cartilagine laringea davanti alla quale si colloca la tiroide ha la forma di uno scudo.
  • 1813: Courtois, Clément e Desormes descrivono la scoperta dello IODIO (dal greco “colorato di viola”), come vapore violetto ottenuto dal trattamento di ceneri di alghe; tale gas veniva poi condensato in cristalli.
  • La tiroxina è stata isolata nel 1914 (C. Kendall)

 

…poco sale, ma iodato!


uno slogan classico della Giornata Mondiale della Tiroide.

 

 

    

 

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